ALBERGHI SULL’ACQUA

piattaforma 3.jpgEsistono all’incirca 4000 piattaforme petrolifere nel Golfo del Messico, con diverse dimensioni, profondità e caratteristiche che saranno dismesse entro la fine di questo secolo. Calcolando che la superficie di ciascuna di tali piattaforme è di circa 1900 metri quadrati, si può facilmente notare come ci siano oltre 7,5 milioni di metri quadrati di spazio utilizzabile in un futuro prossimo a un passo dalle coste degli Stati Uniti d’America.
I comuni metodi di dismissione delle piattaforme petrolifere consistono nella demolizione per esplosione, che costa milioni di dollari e distrugge una ingente quantità di pesci e organismi presenti nell’oceano. Cosa succederebbe, invece, se queste piattaforme fossero recuperate e destinate a diventare dei resort esclusivi per le vacanze? Il progetto Rig Resort, realizzato dallo studio Morris Architects (USA) permette di approfondire le potenzialità di realizzare un’esperienza unica all’interno di un resort autosufficiente e ambientalmente sostenibile nel Golfo del Messico.Non ci sono dubbi che il Resort Rig Oil sarà in grado di attrarre molte persone che sono alla ricerca di avventure, dal momento che può proporre diverse attività marine: la navigazione, la paranavigazione, windsurf, jetskiing, waterskiing e molti altri. Esplorazioni dei fondali, pesca sportiva, snorkeling e tour sottomarini possono interessare sia l’avventuriero che il turista che ricerca un contatto con la natura. Coloro che non sono interessati a vivere appieno l’esperienza dell’oceano possono comunque trovare, sulla piattaforma, bianche spiagge sabbiose che presentano piscine, aree per prendere il sole, servizi per imparare l’attività subacquea. Attraverso una programmazione creativa, questo resort può anche attrarre organizzatori di conferenze e incontri di lavoro in cerca di un’esperienza memorabile e rilassante, così come coppie e famiglie che vogliono passare un weekend diverso. Il resort può anche essere utilizzato come un porto per navi di crociera pronte a salpare verso altre destinazioni come il Messico e i Caraibi.
Un progetto energeticamente autosufficiente
Posto a qualche miglia dalla spiaggia, il Rig Resort sarà in grado di funzionare in modo autonomo grazie all’impiego di energie alternative. Turbine eoliche potranno essere montate sulle piattaforme esistenti o sui loro ponti, permettendo così un risparmio rispetto alla costruzione di nuove torri e un vantaggio per quanto riguarda la velocità del vento, che è maggiore in corrispondenza del momento più caldo della giornata. Inoltre, nel Golfo del Messico, quando c’è vento ci sono le onde. Generatori energetici che funzionano proprio grazie alle onde possono essere installati come unità fisse nelle acque superficiali o anche quelle più profonde. Questi generatori sono in grado di sfruttare il movimento verticale delle onde per mettere in moto le turbine e creare così elettricità.Al fine di riscaldare o raffreddare gli ambienti, sistemi geotermici posti solitamente sul terreno potrebbero essere adattati affinchè siano in grado di lavorare anche in mezzo al mare, traendo vantaggio dalle temperature costanti presenti ai livelli più bassi del mare. Questi sistemi potrebbero inoltre essere integrati nelle strutture esistenti e in particolare sulle infrastrutture necessarie per la perforazione. Infine, pannelli solari possono essere affissi anch’essi alle strutture esistenti in verticale o in orizzontale sui ponti della piattaforma o ancora essere integrati negli spazi delle piscine. Combinando insieme tutte queste tecnologie, il Rig Resort genererebbe più della potenza necessaria, rendendosi così realmente autosufficiente.

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ALBERGHI SULL’ACQUAultima modifica: 2011-02-13T08:32:20+01:00da r-maxim
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